Monte dei Paschi: Le ultime manovre di salvataggio

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L’ultimo consiglio di amministrazione della Banca più antica e nota d’Italia si è svolto domenica 11 dicembre 2016 e proprio in occasione di questo evento l’amministratore delegato Marco Morelli è intervenuto mantenendo viva la speranza del salvataggio del colosso bancario Monte dei Paschi di Siena.

Il dato finale che emerge ci dice che Monte dei Paschi di Siena sarebbe in grado di procurarsi i 5 miliardi di euro necessari per la ricapitalizzazione senza dover ricorrere agli aiuti statali (bail-out) e soprattutto, cosa ancora più importante, senza apportare delle perdite ai conti degli azionisti e dei creditori della banca stessa (bail-in).

Una tale possibilità sembrerebbe realizzabile in maniera propedeutica a tutta una serie di azioni a piramide programmate ad hoc proprio da Morelli e dal suo consiglio. L’azione principale del percorso di salvataggio è la conversione in azioni di circa un miliardo di obbligazioni subordinate in mano ad investitori istituzionali, come le Assicurazioni Generali.

Si avvierebbe così il “market book building”, cioè il processo di redazione della scheda di domanda degli investitori istituzionali che hanno presentato un ordine relativamente ad un’operazione di offerta di titoli e che porta alla fissazione del prezzo dei titoli. La fase di bookbuilding è organizzata e gestita dal global coordinator; egli raccoglie in un libro (book istituzionale) tutti gli ordini di acquisto/sottoscrizione degli investitori istituzionali ordinati in funzione del prezzo, della priorità temporale oppure della dimensione.

Ogni ordine può essere espresso in numero di azioni oppure in controvalore; per ognuno viene indicato il limite di prezzo segnalato dall’ordinante. In tal modo è possibile costruire la curva di domanda che lega ai singoli livelli di prezzo i diversi volumi richiesti e quindi collocabili.

È inoltre previsto un intervento per circa 11,5 miliardi di Qia, il fondo sovrano del Qatar, che nei giorni scorsi aveva provvisoriamente congelato l’investimento a causa della vittoria del no al referendum costituzionale e delle dimissioni del premier Matteo Renzi. Si prospetta quindi la riapertura dei termini contrattuali per convincere i circa 40 mila obbligazionisti privati a convertire i bond subordinati in 2 miliardi di azioni.

Operazione, quest’ultima a dir poco complicata e purtroppo già fallita nel mese di Novembre, principalmente a causa del mancato via libera della Consob alla modifica del modello Mifid che sarebbe necessaria per la creazione del profilo ideale che permetterebbe alla clientela retail di assumersi un rischio sul capitale ancora più elevato di quello su un prestito.
E mentre le ipotesi sulle manovre di salvataggio fioccano il cronometro scorre veloce verso il 31 dicembre, termine ultimo fissato dalla Banca Centrale Europea per far scattare l’azione obbligatoria di salvataggio, un misto tra bail-in e bail-out.

Sarebbe a dire il salvataggio privato ma con capitali pubblici visto che, “casualmente o meno”, tra gli azionisti di Monte dei Paschi di Siena c’è anche il Tesoro Italiano, attualmente titolare del 4% di Mps.

Monte dei paschi di siena grafico

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