Lo spread è un termometro della tensione, ma non è un livello drammatico

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Giacomo Vaciago : “Lo spread è un termometro della tensione, ma non è un livello drammatico. Ora riflette tutti i problemi irrisolti della vecchia Europa”
L’economista della Cattolica rassicura i consumatori dicendo che lo spread è un termometro della tensione, ma non è un livello drammatico. Anche nel 2011 era solo frutto del panico sulla tenuta del Paese. Ora riflette tutti i problemi irrisolti della vecchia Europa.

Dice di non vedere conseguenze immediate sul risparmio degli italiani e sui conti pubblici, Giacomo Vaciago, economista e docente alla Cattolica di Milano. “Per fortuna entrambi si muovono su binari robusti“.

Durante l’intervista rilasciata al quotidiano la Repubblica il sopracitato Vaciago dichiara :”Lo spread è un termometro della tensione. Quando c’è un problema, il vecchio caro spread lo misura. Sono saliti un po’ tutti, quello francese più del nostro. Ma il punto è un altro: perché lo spread cresce? Perché ci sono problemi irrisolti in Europa, a partire dal sistema bancario e dalle politiche fiscali. E il primo è la carenza di visione strategica complessiva”.

Sul fatto che al momento si sta parlando di Europa a due velocità il noto economista interviene sottolineando che in realtà questo non basta in quanto nessuno spiega cosa vuol dire. Non dobbiamo illuderci che sia semplice realizzare un nucleo forte di paesi e l’altro satellite. E’ piuttosto vero il contrario. Procedere a velocità diseguale non è una scorciatoia, ma un impegno più costoso di quello che si immagina. Perché si hanno tanti sbocchi e occorre stabilire condizioni ancora più precise sulla strada dell’integrazione.
A questo punto si concentra l’attenzione sulle possibili conseguenze di uno spread a 200 su risparmi e conti pubblici.

Vaciago con molta pacatezza risponde: “Nessuna nell’immediato: lo spread è un termometro della tensione ma i livelli attuali non sono drammatici. Il risparmiatore italiano è un animale paziente, affezionato alle sue posizioni e per fortuna non le cambia velocemente. Anche durante la bufera del 2011, la massa del risparmio non si è spostata. Allora era soprattutto panico sulla tenuta del Paese. Ora basta Le Pen, Salvini o Grillo. Che si aggiungono a tutti i nodi dell’Unione europea incompiuta. Gli speculatori cercano di guadagnare con gli arbitraggi.

E nel dubbio comprano tedesco. Lo fai con le auto, lo fai con i titoli. E così il differenziale con i bond italiani si amplia”.
Lo spread è un termometro della tensione ma attenzione quindi a non farsi trarre in inganno, i valori dello spread vanno in un certo senso parafrasati e non letti in maniera letterale, bisogna guardare il quadro generale e non il singolo dettaglio.

Per uscire da questo vicolo cieco che non dà aria alle possibilità di risalita dalla crisi sono necessarie azioni ben precise, è questo che ci suggerisce l’economista: “O l’Europa è in grado di reagire unita o ognuno va per sé, come accade ora con l’Europa a ‘enne’ velocità. Proprio quello che Trump ci chiede. E che non dovremmo essere”.

Circa l’euroscetticismo Vaciago si pronuncia in questi termini: “Quando hai problemi che la politica non sa risolvere servono i capri espiatori. In questo momento tutti parlano dell’Europa come se fuori dall’Europa si stesse bene, cosa che ovviamente è tutta da dimostrare. Quelli che credono a questo scenario sono quelli alla Trump, che con muri nuovi risolvono problemi vecchi. Trump ha vinto le elezioni promettendo un muro tra Usa e Messico. Brexit è la stessa idea di Londra per non applicare Schengen”.

Sugli errori di noi europei ricorda: “Dovremmo smetterla di pensare che da un lato c’è l’Italia, dall’altro l’Europa. L’Europa siamo ancora noi. Il problema è se trasferiamo a Bruxelles (sede del Parlamento Europeo)i nostri pregi o i nostri difetti. L’Europa sognata dai nostri padri era fatta del meglio di ciascun Paese. L’Europa che è la somma dei difetti di ciascun Paese è un incubo”.

È assolutamente necessario che il cittadino europeo viva con maggiore consapevolezza il proprio ruolo e la propria posizione. È di fondamentale importanza che egli si interessi delle politiche europee e vada a conoscere più nozioni possibili a proposito delle politiche di Bruxelles. Solo così potrà dirsi europeo e consapevole, non sarà più vittima dei falsi allarmismi e del panico procurato per distogliere l’attenzione da ciò che è veramente importante. In questo modo potrà capire anche ad esempio lo spread è un termometro della tensione ma riporta dati talmente volatili che va analizzato nel lungo termine e non nel breve termine.

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