Il calo sterlina dovuto alla Brexit pesa sui conti Ryanair

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Londra sembra fare orecchie da mercante difronte alle conseguenze dell’uscita dall’UE e rimane indifferente sul fatto che il calo sterlina dovuto alla Brexit pesa sui conti Ryanair.
La Brexit continua a mietere vittime e di conseguenza continuano anche i numeri (negativi) che le grandi società sono costrette ad evidenziare sui propri conti.

Ryanair Holdings, la società di voli irlandese che aveva previsto una stima sugli utili in crescita del 12% per l’esercizio fiscale che si chiuderà a marzo 2017 e che invece dovrà accontentarsi di un +7%. Tradotto in valuta: 1,3-1,35 miliardi di euro invece della precedente cifra di 1,375/1,425 miliardi. Per riuscire ad equilibrare un mercato già saturo ed estremamente concorrenziale oltre che per affrontare i timori dei flussi turistici rallentati a causa delle paure per eventuali attacchi terroristici, la società ha inoltre deciso di tagliare ulteriormente le tariffe tra il 13 e il 15%.

Sterlina, dunque, che fa sentire il suo “peso” sempre più evanescente, anche sul fronte del Forex. Gli analisti hanno lanciato l’allarme già nei giorni scorsi quando la valuta inglese è caduta al di sotto dell’euro e che, per questo motivo, presto potrebbe arrivare alla parità con il dollaro nel giro di 3 o 4 anni.

A favorire il processo potrebbe essere la Scozia, intenzionata, a giudicare dalle numerose indiscrezioni di stampa, a rilanciare un secondo referendum dopo quello del settembre 2014 per lasciare Londra; una scelta nata dal fatto che, all’indomani del referendum, le condizioni per cui a settembre Edimburgo decise di rimanere sotto l’ombrello protettivo di Londra, non ci sono più. Allora, infatti, la voglia di indipendenza fu frenata dalle incertezze che la nuova nazione avrebbe dovuto affrontare fuori dal mercato comunitario, cosa che adesso, si è avverata. In altre parole la Scozia si trova senza più i vantaggi del libero commercio e ancora sotto il giogo di Londra.
 
Perché il calo sterlina dovuto alla Brexit pesa sui conti Ryanair mentre la Gran Bretagna sembra vivere dal voto di giugno una nuova stagione di vivacità economica e finanziaria (Borsa compresa)? Ryanair vende i suoi biglietti in euro e quindi la svalutazione della sterlina penalizza i passeggeri britannici, che si trovano a pagare con una moneta deprezzata del 18% (oggi un euro corrisponde a 0,9050 sterline).

Circa un quarto dei proventi di Ryanair vengono dalla Gran Bretagna (il 26% per la precisione, quando invece i passeggeri sono 42 milioni, il 39%), e l’effetto pesa in proporzione; per adeguarsi alla domanda, i prezzi sono stati limati, appunto, del 13-15%. In ogni caso la compagnia si sta adoperando anche per tagliare ulteriormente i costi (escluso il carburante) che dovrebbero diminuire del 3%, quando le stime precedenti indicavano l’1%. Ryanair, che chiude il bilancio il 31 marzo, per l’esercizio in corso conferma la stima di una crescita dei passeggeri del 12%: significa che toccherà quota 119 milioni, contro i 106 milioni registrati al 31 marzo 2016.

È la prima volta che la compagnia low cost fa il punto sulle conseguenze del fatto che il calo sterlina dovuto alla Brexit pesa sui conti di Ryanair.

A metà agosto il numero uno, Michael O’Leary, aveva detto che era «ancora presto» per valutare gli effetti dell’uscita della Gran Bretagna dall’Ue. Al contrario, però, la più grande compagnia britannica, Iag la holding che controlla British Airways e Iberia dopo la Brexit aveva sottolineato che grazie alla sterlina debole il Paese sarebbe diventato più attraente per il turismo internazionale, con vantaggio anche per il trasporto aereo. 
Ryanair avverte in lontananza che l’Unione Europea metterà sotto torchio la Gran Bretagna, poiché il governo non ha la minima idea di dove porterà la Brexit

Secondo il numero uno di Ryanair, Michael O’Leary, le previsioni del Governo May circa gli accordi vantaggiosi con l’Europa sono solo “arroganti sciocchezze” dal momento che i membri dell’UE saranno decisamente duri nei confronti della Gran Bretagna.

L’irlandese patron di Ryanair è stato un convinto sostenitore del Remain anche per continuare a rimanere leader europeo dei cieli con i suoi voli low-cost, ma il suo rapporto con le istituzioni europee è sempre stato di amore-odio.

Anche questa volta il capo di Ryanair ha espresso le sue ragioni mettendo in guardia dall’atteggiamento futuro dell’Europa nei confronti della Gran Bretagna post-Brexit e cercando di convincere che le conseguenze dell’indipendenza saranno estese a molte compagnie; per ora è stato reso pubblico il fatto che il calo sterlina dovuto alla Brexit pesa sui conti Ryanair ma la compagnia irlandese è solo una di una lunga serie.

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